A poche ore di distanza dal lancio dei suoi modelli più avanzati, Anthropic si è trovata costretta a disabilitarli per tutti gli utenti del mondo. L’ordine è arrivato dal governo degli Stati Uniti sotto forma di direttiva di controllo delle esportazioni: nessun cittadino straniero, ovunque si trovi, può accedere a Claude Fable 5 e Claude Mythos 5. La misura si applica anche ai dipendenti non americani dell’azienda stessa. La Commissione europea ha già fatto sapere di star valutando le conseguenze pratiche del provvedimento per gli utenti europei.
Secondo Anthropic, la direttiva non forniva dettagli specifici sulla preoccupazione di sicurezza nazionale alla base del provvedimento. Tuttavia, per garantire la conformità, l’azienda ha scelto di sospendere l’accesso ai due modelli per tutti i clienti, indipendentemente dalla nazionalità. L’accesso ai modelli meno potenti, incluso Claude Opus 4.8, non è stato invece interessato dal blocco.
Cosa sono Fable 5 e Mythos 5
I due modelli erano stati lanciati il 9 giugno, appena tre giorni prima del blocco. Fable 5 è basato sulla tecnologia Mythos, ma con le capacità in ambito cybersicurezza e biotecnologia disabilitate per il pubblico generale. Mythos 5 è la versione non pubblica, destinata ad agenzie governative e partner aziendali selezionati per attività di rafforzamento dei sistemi di sicurezza. È proprio la potenza di Mythos in ambito cybersicurezza ad aver alimentato le preoccupazioni delle autorità americane: il modello è in grado di identificare vulnerabilità informatiche rimaste scoperte per decenni, una capacità che nelle mani sbagliate potrebbe trasformarsi in un’arma offensiva.
Secondo il governo, qualcuno avrebbe scoperto un metodo per aggirare i filtri di sicurezza di Fable 5 e sbloccare le funzionalità riservate di Mythos. Anthropic ha però contestato questa valutazione, sostenendo che il jailbreak citato dalle autorità sarebbe limitato a un singolo caso specifico e non una vulnerabilità universale capace di disattivare tutte le protezioni del modello. L’azienda ha dichiarato di aver trovato solo un numero ridotto di vulnerabilità già note e di entità minore, aggiungendo che a suo avviso i risultati del governo “non dovrebbero essere motivo per ritirare un modello commerciale distribuito a centinaia di milioni di persone.”
Lo scontro con Washington
Il blocco non è un episodio isolato. Anthropic è da mesi in rotta di collisione con l’amministrazione Trump, dopo aver rifiutato di mettere i propri modelli a disposizione dell’esercito americano per attività di sorveglianza interna e sistemi d’arma autonomi. Il Pentagono aveva risposto inserendo Anthropic in una lista di rischio per la catena di approvvigionamento, etichetta storicamente riservata ad avversari stranieri, che impone ai contractor della difesa di certificare il mancato utilizzo dei modelli Claude nei loro lavori con le forze armate. Anthropic ha fatto ricorso in tribunale contro questa decisione e il contenzioso è ancora in corso.
La direttiva di venerdì rappresenta il secondo intervento diretto dell’amministrazione contro l’azienda nel giro di pochi mesi. La responsabile informatica del Pentagono, Kirsten Davies, ha commentato la vicenda su X scrivendo che il Dipartimento della Difesa stava “dando priorità alla sicurezza nazionale e alla sicurezza dei militari”, aggiungendo: “Alcune cose sono semplicemente più importanti dei cicli di fatturato, del clickbait e delle valutazioni pre-IPO. America First. Sempre.”
La reazione europea
La mossa americana ha trovato risposta immediata a Bruxelles. Il portavoce della Commissione europea Thomas Regnier ha dichiarato domenica che l’esecutivo comunitario sta valutando le conseguenze pratiche del provvedimento per gli utenti europei, aggiungendo che “le misure di emergenza adottate in questo contesto non dovrebbero essere discriminatorie nei confronti dei partner.” Regnier ha anche colto l’occasione per ribadire un tema che Bruxelles ripete da anni: “Questo sviluppo è un’ulteriore dimostrazione del perché l’Europa abbia bisogno di rafforzare la propria sovranità tecnologica.”
La dichiarazione riflette una preoccupazione più strutturale che si è fatta più urgente con il blocco di venerdì: la dipendenza europea dai modelli di intelligenza artificiale sviluppati oltreoceano espone cittadini e imprese del continente a decisioni adottate unilateralmente da Washington su basi che l’Ue non controlla. Non è un caso che, secondo fonti citate da diversi media, la presidente della Banca centrale europea Christine Lagarde abbia in precedenza espresso apprezzamento per le restrizioni già esistenti sull’accesso a Mythos, mentre Mistral AI avrebbe avviato lo sviluppo di un proprio modello in risposta all’impossibilità per le banche europee di accedere alla versione più potente del sistema di Anthropic.
Le conseguenze per l’IPO
Il tempismo della misura è particolarmente delicato sul fronte finanziario. Anthropic aveva presentato in modo riservato la documentazione per una quotazione in borsa all’inizio di giugno, con un round di finanziamento che aveva valutato l’azienda a 965 miliardi di dollari.
Il blocco mette ora in discussione quella traiettoria, sollevando interrogativi tra gli investitori sulla capacità di Anthropic di sviluppare e distribuire liberamente i propri modelli più avanzati in un contesto regolatorio sempre più ostile.
L’azienda ha avvertito che se questo tipo di restrizioni venisse applicato sistematicamente a tutte le piattaforme di intelligenza artificiale, il risultato pratico sarebbe il blocco di qualsiasi nuovo lancio di modelli avanzati da parte di qualsiasi operatore del settore.

